Zombie: una realtà

Chiunque di voi pensi che gli zombie siano soltanto maschere carnevalesche o figure horror dovrà ricredersi. Essi sono intorno a noi e, cosa ancora più sorprendente, hanno le sembianze di formiche e farfalle!

Uno studio pubblicato quest’anno sulla rivista PlosOne e coordinato dal Professor David Hughes (Penn State University), ha evidenziato come in Brasile siano state individuate quattro specie di funghi che, entrando negli insetti,  ne “controllano” la mente ai propri fini prima di ucciderli. Il fungo viene poi trasmesso, attraverso i cadaveri agli individui sani della colonia. 

Le quattro specie di fungo, del tipo Ophiocordyceps unilateralis, vivono nella foresta pluviale atlantica del Brasile, la quale, sta cambiando rapidamente a causa del riscaldamento climatico e della deforestazione e i ricercatori ipotizzano  “che ogni specie di fungo abbia una propria specie di formica a cui si è adattato in modo particolare. Questo significa che esiste la possibilità che nella foreste tropicali di tutto il mondo vi siano decine e decine di specie in attesa di essere scoperte”.

Formica infettata dal fungo (Google Immagini)

Formica infettata dal fungo (Google Immagini)

I dati finora raccolti mostrano che le nuove specie di funghi identificate ricorrono a modi diversi per infettare gli insetti. Alcuni creano una sorte di spillo infettivo che spunta dal corpo dell’insetto e che infetta le formiche di passaggio, altre specie, invece,  hanno sviluppato una sorta di spore esplosive sugli insetti attaccati, e quando le altre formiche si avvicinano al cadavere, queste colpiscono gli insetti sani infettandoli.

Oltre alle formiche possono essere attaccati anche grilli, mosche e vespe che vengono completamente resi irriconoscibili dal fungo.

Già nel 2009, però, si era parlato di formiche zombie questa volta rese tali dall’azione di mosche appartenenti alla famiglia dei foridi. Esse, presenti in Sud-America, iniettano le uova nel corpo di una formica del fuoco (Solenopsis invicta) tramite un’ appendice simile a un ago. 

Le uova, una volta trasformate in larve, migrano verso la testa della formica e qui vivono per settimane nutrendosi del cervello dell’insetto e trasformandolo in uno “zombie”, riuscendo in alcuni casi a far spostare la formica dalla colonia anche di 50 metri per evitare di essere attaccata dalle conspecifiche. Alla fine, la piccola mosca uccide la formica che la ospitava e viene alla luce decapitando l’ospite.

Le formiche vengono “soggiogate” anche da una tenia, il Dicroelium dendriticum, la quale agisce attaccando animali vertebrati. Questi, attraverso le feci, espellono le uova della tenia che, a loro volta, hanno come ospite intermedio una lumaca. Dalle uova  che si sviluppano all’interno del mollusco gasteropode si ottengono cercarie; esse, irritando i tessuti delicati del polmone dell’ospite, causano una conseguente produzione difensiva di muco da parte della lumaca che quindi lo espellerà. In esso sono contenute le cercarie che, a questo punto, potranno essere ingerite dalle formiche. una volta dentro l’insetto, alcune si incistano nell’intestino, altre, nel ganglio cefalico dove plasmano il comportamento dell’imenottero che, tenderà ad arrampicarsi su un filo d’erba per essere mangiata dall’erbivoro così che il Dicroelium dendriticum possa ricominciare il suo ciclo vitale. 

Gli zombie, però, non si fermano alle formiche ma, è stato da poco scoperto che anche le farfalle appartenenti alla specie Lymantria dispar, vengono così trasformate dall’azione di un virus: il LdMNPV (Lymantria dispar multicapsid nuclear polyhedrosis virus).

Grazie al gene egt” dice Kelly Hoover, entomologa coordinatrice del progetto,”il virus produce un enzima che blocca l’ormone necessario per la muta della larva (chiamato ecdisone). Quindi la costringe a rimanere sulla pianta e a mangiare in continuazione per diventare una gigantesca incubatrice di piccoli virus. La larva alla fine muore liquefacendosi e spargendo una pioggia di virus che andranno a infettare le altre farfalle. Addirittura i bruchi piu’ anziani vengono spinti a morire vicino a quelli che invece stanno per fare la metamorfosi, in modo che le farfalle appena nate si avvicinino al cadavere e vengano subito infettate“.

E’ doveroso ricordare, però,  che il virus LdMNPV non è l’unico parassita capace di manipolare a proprio favore l’animale ospite. Il protozoo della toxoplasmosi agisce con una metodica analoga: quando un topo viene contagiato, esso perde completamente la sua innata paura dei gatti e diventa una facile preda; in questo modo il parassita lo sfrutta come cavallo di Troia per arrivare velocemente a infettare il gatto, che del resto e’ la sua vittima prediletta.

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Fonti

  1. http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/03/04/foto/formiche_zombi_con_il_fungo_killer-198426/1/
  2. Dispense Professor Turillazzi AA.2010-2011
  3. http://www.entomologiitaliani.net
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2 risposte a Zombie: una realtà

  1. Goethe Silvia ha detto:

    Uno splendido articolo. Ho usato parte di questo materiale per una mia ricerca!

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