Lo Scoiattolo a Herpethon

Ieri pomeriggio lo Scoiattolo ha partecipato al seminario sui Serpenti della Toscana, organizzato da Herpeton, che vi avevamo segnalato qualche tempo fa.

La lezione è stata gradevole grazie anche alla professionalità dei tre esperti intervenuti (Claudia Corti, Annamaria Nistri e Stefano Vanni); inizialmente è stata introdotta la classe dei rettili con un focus sulle caratteristiche generali dei serpenti, poi sono state descritte le 8 specie di serpenti tipiche della regione Toscana.

Esse sono: 1) Coronella austriaca (Colubro liscio) ; 2) Coronella girondica (Colubro di Riccioli); 3) Elophe quatuor hinata (Cervone); 4) Zamenis longissimus (Sattone o Colubro d’Esculapio); 5) Hierophis viridiflavus (Biacco); 6) Natrix tassellata (Biscia tassellata); 7) Natrix natrix (Biscia dal collare); 8) Vipera aspis (Vipera comune). Chiaramente, a parte la vipera, si tratta di tutte specie innocue.

La Coronella austriaca (diffusa in tutta Italia tranne che nella Pianura padana) è una specie costrittrice che si nutre, prevalentemente, di sauri e piccoli mammiferi; ha dimensioni che vanno da 45 a 60 cm  e, nei giovani (di 1 anno di vita), la parte ventrale è di colore marrone rossastro, tenderà, poi,  a scurire con l’età. Il rettile deriva il suo nome da una macchia, a forma di corona, che si trova sulla testa. Dalla commessura della bocca, fino all’occhio, parte una striscia nera che, invece, nella Coronella girondica, arriva fino alla testa. Quest’ultima ha una distribuzione più occidentale rispetto alla prima e, inoltre, a differenza dell’austriaca, ovovivipara,  è ovipara (le uova hanno dimensioni di 1 cm x 2,5 cm e vengono deposte in numero da 1 a 8). Le due specie, competitrici per il cibo, hanno attività in  momenti diversi della giornata: l’ austriaca è prevalentemente diurna, la girondica è crepuscolare-notturna.

Elophe quatuor hinata, o Cervone, è il più grande serpente della Toscana (può arrivare fino a 2 m e i piccoli, alla nascita, sono di ca. 35 cm di lunghezza). Ha una distribuzione orientale e, mentre il giovane presenta macchiettature, l’adulto risulta striato. E’ una specie famosa per essere la protagonista del culto, ormai commerciale, di Cocullo (paese d’Abruzzo), durante il quale numerosi cervoni vengono adagiati sulla statua di San Daniele, portata a spalla per il paese. Durante la lezione è stata inoltre sfatata la diceria per cui questi serpenti venivano definiti “ciuccia-vacche” dai contadini che li trovavano nelle stalle, sotto alle mucche. Chiaramente, i cervoni, non succhiano il latte né tantomeno le vacche ma, poiché nelle stalle ci sono temperature idonee, essi le prediligono come luoghi per la deposizione delle uova.

Lo Zamenis longissimus (Saettone) è simile alla biscia dal collare, l’adulto è di colore marrone, grigio/olivastro con macchiettatura bianca. Ha una distribuzione in Europa centro meridionale ed in Toscana è tra le specie più presenti riuscendo a sopravvivere anche oltre i 2000 m di altezza. E’ conosciuto anche come serpente sacro al Dio Esculapio (divinità della medicina).

Hierophis viridflavus è, invece, il comune biacco che spesso troviamo nei nostri giardini. E’ un animale medio-grande (1,20 m) dal colore inconfondibile: fondo nero interrotto da macchie gialle (sulla testa hanno conformazione rotonda mentre diventano specie di barre lungo il corpo dove si allineano nella parte terminale del tronco e della coda). I giovani si distinguono per essere di colore più chiaro ma per il possedere un disegno marcato e ben contrastante sulla testa. Non esistono sottospecie di questa specie ma, in Italia, oltre al fenotipo viridiflavus è presente anche quello carbonarius (completamente melanico e presente soprattutto in Italia meridionale). L’accoppiamento avviene nei mesi primaverili e le uova, deposte a luglio schiudono fra i mesi di agosto e settembre. I giovani predano preferenzialmente i sauri, gli adulti anche vipere e piccoli mammiferi.

Natrix natrix (Foto: Maria Cipollini per Unifi)

Natrix natrix (Foto: Maria Cipollini per Unifi)

Al genere Natrix, in Toscana, appartengono due specie: la Natrix tassellata e la Natrix natrix.. Sono animale che possono raggiungere 1,20 m di lunghezza, possiedono la testa allungata e occhi piccoli e sporgenti. Le squame del dorso, che nei serpenti sono generalmente lisce, risultano carenate. La Natrix tassellata possiede un disegno a V rovesciata sulla testa ed ha un’iride provvista di un anellino giallo-dorato che circonda la pupilla. Questa specie manca totalmente dalle isole mentre il suo habitat ideale è vicino ai fiumi. Essa, infatti, può restare per ore ferma sul fondo dei corsi d’acqua e il suo accoppiamento può avvenire sia nell’acqua stessa, sia sulla riva. La sua dieta è composta per il 95% da pesci e per il restante 5% da anfibi. La difesa di questo serpente consiste in una defecazione consistente durante la quale vengono rilasciate anche altre sostanze maleodoranti, può inoltre attuare il comportamento di tanatosi (finta morte) oppure rigurgitare cibo addosso ai predatori cogliendo il loro spaesamento iniziale per fuggire. La Natix natrix, in Italia, presenta due sottospecie: una nominale e l’altra elvetica. Fra i maschi e le femmine si assiste ad un grande dimorfismo sessuale in quanto le femmine sono molto più lunghe dei maschi. E’ una specie meno acquatica della tassellata e, in questi serpenti, si registrano accoppiamenti di gruppo  e scelta, da parte di più femmine, del medesimo luogo di deposizione. Una caratteristica della loro predazione è l’ingestione dei rospi dalla parte posteriore. Questo avviene perché i rospi, per difesa, tendono ad ingerire aria al fine di sembrare più grossi e, attaccandoli da dietro, le bisce, fanno sì che ciò non accada, facilitandosi quindi l’inghiottimento degli stessi. Anch’essa si difende attraverso la tanatosi o emettendo un potente soffio, da sottolineare è inoltre il fatto che, con il tempo, il collare scompare.

La Vipera aspis è l’unica specie velenosa presente in Toscana. I maschi misurano ca. 82 cm contro gli 85 cm delle femmine. Hanno il muso appuntito , squame irregolari sulla testa e carenate lungo il corpo (quest’ultime le conferiscono un aspetto meno lucente rispetto agli altri serpenti). L’occhio ha una pupilla ellittica, il colore è rossiccio per le femmine e grigio o anche più scuro nei maschi. A Monte Cristo si osserva la presenza della sottospecie Vipera hugyi , giunta per introduzione probabilmente avvenuta a opera dei Cartaginesi.

Oltre a queste interessanti nozioni, la lezione ha previsto l’osservazione di individui, conservati in alcol e appartenenti alla collezione del Museo di Scienze Naturali di Firenze, appartenenti ad ogni specie illustrata. Un modo ottimo per fissare quanto appreso nella mente e osservare, in tutta tranquillità questi rettili.

Sotto potete osservare una carrellata di immagini delle specie trattate nell’articolo:

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Fonti:

  1. per le immagini: Google immagini e foto Maria Cipollini per l’Università di Firenze
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4 risposte a Lo Scoiattolo a Herpethon

  1. Hubert Nube ha detto:

    Der undevah! Das ist echt nett! :)

  2. Simonetta Marini ha detto:

    Sempre più belli questi articoli! Complimenti. ;)

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