Visitando la Grotta Gigante

Cari lettori,

abbiamo il piacere di annunciarvi l’inaugurazione della categoria articoli “Percorsi Naturalistici” con un reportage della nostra visita alla Grotta Gigante, situata nel Carso Triestino. Sicuramente un luogo pieno di fascino che vi consigliamo di visitare. Altri luoghi meritevoli di una visita saranno aggiunti prossimamente.

A una decina di Km da Trieste (città che vale la pena di visitare almeno una volta) possiamo trovare una meraviglia della Natura: la Grotta Gigante (Località Borgo Grotta Gigante 42/A-Sgonico Trieste).
La zona del Carso Triestino è caratterizzata da numerose cavità (chiamate appunto “Carsiche”) create dall’azione millenaria di discioglimento delle rocce calcaree da parte dell’acqua.
La Grotta Gigante è l’esempio più chiaro di questo processo. Si tratta di un immenso ambiente sotterraneo (la volta ha un’altezza massima di 98 metri!), che è stato reso visitabile con la costruzione di un percorso perfettamente illuminato, fruibile tranquillamente anche dai bambini.
Fu esplorata per la prima volta nel 1840 dallo speleologo Anton Federico Lindner, nella speranza di poter trovare al suo interno una riserva d’acqua per dissetare la città di Trieste, allora in grande espansione. L’acqua non fu trovata (era ormai già fuggita molto più in basso al di sotto della grotta), ma in compenso si trovò un ambiente straordinario per gli speleologi dell’epoca. Il Club Turisti Triestini, sull’onda del grande interesse suscitato dalla scoperta negli anni successivi anche ai non addetti ai lavori, pensò bene di creare un percorso turistico. La Grotta fu aperta al pubblico il 5 luglio 1908.
Ma veniamo alla nostra esperienza dentro (e fuori) dalla grotta. Siamo partiti da Trieste con l’autobus n°42 da Piazza Oberdan. Lasciata la città, l’autobus si inerpica lungo una strada panoramica da cui si possono ammirare fantastici scorci sul golfo triestino. Giunti al Borgo, località forse un po’ desolata, ma che presenta alcune casette caratteristiche molto carine, ci siamo diretti verso l’edificio dove hanno sede la biglietteria e alcune sale espositive. All’esterno possiamo vedere una pregevole stazione meteorologica: i primi rilevatori meccanici furono installati nel 1967 e sono tuttora attivi, affiancati ora da moderni macchinari. La stazione invia dati 24 ore su 24, e alcuni di essi possono essere consultati al link “http://www.grottagigante.it/page/scienza-stazione”.
Fatto il biglietto, nell’attesa dell’inizio della visita guidata (si può entrare nella grotta a orari stabiliti) abbiamo potuto visitare il centro espositivo, dove sono presenti cartelloni che danno varie informazioni sulla formazione della grotta e sulla fauna e flora che vi possiamo trovare. Inoltre un maxischermo aggiornato in tempo reale riporta i dati trasmessi dalla stazione meteorologica esterna.

Grotta Gigante - Interno (Luca Lazzeri)

Grotta Gigante – Interno (Luca Lazzeri)

Inizia la visita guidata: con un’accompagnatrice molto preparata cominciamo la discesa. Dopo aver sceso la prima rampa di scalini, finalmente possiamo ammirare lo spettacolo. Ci troviamo sulla sommità di una immensa cavità, le cui rocce, illuminate dalle luci del percorso, assumono un magnifico colore vagamente rossiccio, e guardando in basso si vede come il sentiero si addentra fino a raggiungere il fondo. La nostra accompagnatrice ci spiega come si è formata la grotta, ci dà notizie storiche sulla sua scoperta, ci fa notare le bellissime stalattiti e stalagmiti formate dall’incessante azione dell’acqua.
Dopo una lunga discesa giungiamo sul fondo della cavità, ed è interessante guardarsi alle spalle (o meglio guardare verso l’alto) per vedere da dove siamo venuti. Impressionante!
Dal fondo della cavità possiamo vedere quelle che sembrano due lunghe tubazioni di plastica che partono dalla sommità della volta e giungono fino ai nostri piedi. In realtà queste sono le coperture di sofisticati strumenti chiamati Pendoli Geodetici. All’interno di questi tubi ci sono infatti due lunghi fili che sono collegati a due pendoli orizzontali nascosti in un casottino sul fondo della grotta, a loro volta attaccati con altri due fili alla base della cavità.

Questa strumentazione permette di valutare i movimenti infinitesimali della struttura rocciosa come rotazioni, traslazioni e variazioni di inclinazione, movimenti dovuti tra le altre cause alla variazione dell’attrazione gravitazionale della Luna sulla Terra e allo spostamento delle placche tettoniche. Sul fondo della grotta sono presenti inoltre diversi sismografi e altre apparecchiature di interesse speleologico, che purtroppo non possono essere mostrate ai visitatori.
Nostro malgrado la visita si avvia al termine: cominciamo la risalita dalla parte opposta della cavità e dopo un po’ giungiamo su un terrazzino dove possiamo ammirare la grotta da un’altezza di 95 metri dal fondo. Siamo ormai all’uscita, l’ultimo elemento di interesse che possiamo vedere è lo scheletro di un esemplare di Orso delle Caverne (Ursus spelaeus), esemplare di orso estinto prima dell’ultima glaciazione. Siamo stati fortunati, purtroppo non abbiamo visto gli animali che venivano presentati all’entrata.
Siamo ormai all’uscita; salutiamo la nostra gentile accompagnatrice e, dopo la lunga camminata, pensiamo bene di andare a mangiare nel ristorante vicino alla grotta, dove assaggiamo prodotti tipici della regione triestina.
Dopo mangiato, riprendiamo l’autobus numero 42 e scendiamo a Opicina, da dove rientriamo a Trieste con il caratteristico Tram inaugurato nei primi anni del ‘900. Veramente una bella esperienza percorrere la ripida discesa a bordo del vagone d’epoca con ancora le sedute in legno.
In conclusione, una bella giornata trascorsa in una natura che non troviamo di frequente, e
un’occasione per scoprire qualcosa in più della cultura e della storia dell’entroterra triestino. Meta consigliata.
Per maggiori informazioni si possono consultare i link sottostanti:

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2 risposte a Visitando la Grotta Gigante

  1. Andrew Someson ha detto:

    Whuo, nice post!

  2. Simonetta Marini ha detto:

    Ho letto tutto, mi piace come avete fatto questa cosa. Sicuramente non tutte le associazioni mettono questo genere di cose. e quasi nessuna mette le PROPRIE esperienze!

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