I batteri: nuove raffinerie

Qualche tempo fa ho letto un interessante articolo sul quotidiano economico “Il Sole 24 ore”. Parlava di batteri coltivati per la produzione efficiente ed economica di biocarburanti. Entro 4-5 anni, assicurano i ricercatori coinvolti, questi progetti saranno realtà efficiente ed economicamente vantaggiosa.

Batteri: le nuove raffinerie (www.ilsole24ore.com)

Batteri: le nuove raffinerie (www.ilsole24ore.com)

Ormai la ricerca di energie alternative ha generato una domanda di mercato sempre più ecosostenibile in molti aspetti del nostro quotidiano. I carburanti sono uno di questi aspetti ed è ormai innegabile l’interesse anche delle aziende verso nuove prospettive. Tutti hanno compreso ormai quanto questo progresso porterebbe un vantaggio anche per la foresta Amazzonica, continuamente ridotta per la produzione anche di fonti di energia e terreni per la coltivazione della soya (principale fonte di biodiesel).

Sicuramente, al di là del lato romantico, alle imprese interessa il profitto ed un modo per trarre profitto da batteri produttori di energia pulita è investire nell’ingegneria genetica assicurandosi il primo risultato concreto. Questo ha creato nuovi posti di lavoro e, anche se indirizza la ricerca, ha permesso la scoperta e l’applicazione di nuove tecniche di ingegneria microbica e di biologia molecolare.

Ma torniamo al nostro articolo. Il batterio coltivato e selezionato dal Prof. Stephanopoulos presso la Novogy è capace di produrre biodiesel pulito a 25-30 centesimi di dollaro al litro. Quindi, è una produzione competitiva con il diesel prodotto dal petrolio e, fattore ancora più importante, non compete per il territorio con le coltivazioni alimentari come invece molte produzioni di biodiesel fanno. Per questo motivo, il professore ha vinto l’Eni Award 2011 qualche mese fa.

Molte imprese e istituti di ricerca si stanno cimentando in questa gara alla produzione del microrganismo perfetto per la produzione di energia pulita. Ormai è soltanto questione di tempo.

Lo sanno anche la major petrolifere, disposte ad acquistare quote societarie dei più promettenti e ad investire sulla ricerca, proprio per assicurarsi un futuro. Il futuro senza petrolio.

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Una risposta a I batteri: nuove raffinerie

  1. Matteo ha detto:

    Interessante. secondo me dovreste affrontare più spesso trattazioni di tipo bio-economico. Almeno per quanto mi riguarda sono molto attento a questo settore!

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