Quando si dice “avere una testa dura”…..

L’etologia è ritenuta, spesso, una scienza priva di risvolti utili alla vita dell’uomo e per questo non adeguatamente considerata; in realtà l’osservazione dell’anatomia animale e delle caratteristiche di alcune specie può rivelarsi estremamente importante per certe attività umane o per la salvaguardia della vita stessa dell’uomo. E’ il caso di uno studio effettuato dal Politecnico di Hong Kong e dall’Università di Pechino sul picchio.
I picchi appartengono alla Famiglia dei Picidae e all’Ordine Piciformes, sono conosciuti per la caratteristica di picchiettare, appunto, il tronco sul quale si trovano in modo da far scappare e quindi catturare (grazie alla lingua munita di rostri) gli insetti di cui si nutrono o semplicemente per comunicare con i conspecifici. L’adesione al tronco è favorita dalle zampe aventi due dita rivolte sempre in avanti e munite di unghie aguzze e ricurve, inoltre, le piume della coda sono rigide e vengono impiegate come puntelli per aderire agli alberi. Il becco è lungo e forte e, sul collo sottile poggia la testa grossa. Proprio quest’ultima è al centro dello studio precedentemente citato.
E’ indubbio, infatti, che molti infortuni capitati agli uomini sul lavoro o nello sport riguardino proprio la testa e che, spesso, le conseguenze di tali eventi siano disastrose. Gli scienziati ritengono che, studiando la resistenza della testa del picchio agli urti, si possano progettare caschi più sicuri o curare i traumi in modo migliore.
Questi animali colpiscono i tronchi circa 12.000 volte al giorno e, durante queste attività, sottolinenano i ricercatori, le forze in gioco sono notevoli: basti pensare che la testa si muove ad una velocità di 6 metri al secondo! Le analisi di immagini 3D, ottenute da telecamere ad alta risoluzione e riprese a raggi X, indicano che a proteggere il cervello del picchio sarebbero sia la struttura delle ossa sia la loro disposizione; inoltre, mentre il nostro cervello risulta leggermente distaccato dal cranio, quello del volatile vi è completamente adeso. Altra differenza sostanziale è che il cervello del picchio ha uno sviluppo prevalentemente verticale anzichè orizzontale e ciò fa sì che subisca meno le spinte parallele al terreno.
Protezione per i contraccolpi alle ossa pare essere anche il modo con cui gli animali colpiscono il legno: il becco non picchia la corteccia frontalmente ma, grazie ad una torsione della testa, lo fa lateralmente.
Le differenze fra le strutture umane e quelle dei picchi, messe in luce da questo studio, ci auguriamo possano essere spunti importanti per coloro impegnati nella progettazione di caschi e mezzi di protezione sia per lavoratori sia per sportivi che, in questo modo, potranno rendere più sicura la nostra vita.

 

 

Fonti:

  1. Why do resist head impact injury: a biomechanical investigation. Lizhen Wang, Jason Tak-Man Cheung, Fang Pu, Deyu Li, Ming Zhang, Yubo Fan, Plosone, 2011
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4 risposte a Quando si dice “avere una testa dura”…..

  1. Simonetta Marini ha detto:

    Concordo, con gli altri. Come ti è venuta in mente questa idea? :D

    • Maria Cipollini ha detto:

      :) Cercando articoli per tenermi aggiornata a volte mi imbatto in studi originali! :) Ha colpito anche me questa ricerca… e’ bello vedere come cose che abbiamo sotto gli occhi sempre e che diamo per scontate possano invece rivelarsi fonti di studio e di miglioramento anche della nostra vita!

  2. madpack ha detto:

    Bello il video ed interessante il post, non ci avevo mai pensato alla durezza di testa del picchio, ed era così ovvio!!!

  3. Samuele trimarchi ha detto:

    Ci piace, un articolo fuori dalla norma. Davvero!

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