Radiazioni ionizzanti: un pericolo?

Salve a tutti! Di recente è apparso un interessante articolo sulla rivista on-line “ScienzeNews.IT”, in cui si dice che si sta sperimentando una nuova terapia per ridurre i danni causati da un eventuale esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti. Se davvero questa cura dovesse funzionare, sarebbe un grosso passo avanti per limitare i danni in caso di incidenti a centrali nucleari o attacchi terroristici con armi nucleari.

Simbolo pericolo radiazioni (Google Immagini)

Ma cosa sono le radiazioni ionizzanti, e perché sono così pericolose per l’uomo? Per radiazioni ionizzanti intendiamo un variegato insieme di particelle e campi elettromagnetici che hanno energia sufficiente per ionizzare il materiale che attraversano, cioè letteralmente strappare via uno o più elettroni dal rispettivo atomo. Risulta quindi chiaro che, se il materiale attraversato è tessuto biologico, possono esserci dei danni anche seri. Il rilascio di energia all’interno del corpo umano produce in particolare la ionizzazione delle molecole di acqua: si formano i cosiddetti radicali liberi, che vanno a danneggiare il DNA cellulare e quindi alterano la naturale produzione di proteine e la capacità riproduttiva delle cellule.

Fin dai primi anni del 1900 si è capito che l’esposizione a radiazioni provoca danni all’organismo. Per questo nel 1928 è nata l’ICRP, International Commission of Radiological Potection, una organizzazione no-profit che si occupa di stabilire linee guida per la protezione dall’esposizione a radiazioni ionizzanti.

E’ stata definita una quantità fisica, la dose, che rappresenta l’energia rilasciata in 1 Kg di tessuto, che tiene conto anche del tipo di tessuto attraversato. Gli effetti causati dall’esposizione alle radiazioni vengono distinti in due tipologie:

  • effetti deterministici: sono proporzionali alla dose di radiazione assorbita. Se la dose è maggiore di una certa soglia, siamo in grado di prevederne gli effetti sull’organismo. Senza cure adeguate, in circa due settimane avviene la morte del soggetto.
  • effetti stocastici: sono effetti dovuti all’esposizione a bassa dose (minore della soglia per effetti stocastici), per periodi prolungati di tempo. Non sono prevedibili, si parla in questo caso di probabilità (direttamente proporzionale alla dose assorbita) di sviluppare neoplasie dopo un certo tempo di latenza.

La cura che si sta attualmente sperimentando va a contrastare quindi gli effetti deterministici. Sappiamo però ancora poco sugli effetti stocastici: purtroppo esiste un fondo di radioattività naturale in cui siamo immersi, dovuta principalmente ad alcuni costituenti della crosta terrestre e ai raggi cosmici, cioè radiazione che proviene dallo spazio e interagisce con l’atmosfera terrestre. Tutti noi assorbiamo una certa dose nella nostra vita, e siamo a rischio di sviluppare tumori. Ma non preoccupiamoci troppo: la probabilità di contrarre un tumore da radiazione naturale è minore che avere un incidente in un viaggio di 100 Km in macchina.

Fonti:

  1. http://www.scienzenews.it/salute/terapia-per-ridurre-i-danni-dell-esposizione-alle-radiazioni.html;
  2. http://www.icrp.org/index.asp;
  3. http://www.infn.it/indexen.php;
  4. ATTIX, F. H., 1986. Introduction to radiological physics and radiation dosimetry. New York: John Wiley and sons.
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Una risposta a Radiazioni ionizzanti: un pericolo?

  1. Matteo ha detto:

    Considerate sempre i millisievert che uno assorbe annualmente!!!

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