Bruciare grassi o non accumularli?

Spesso sentiamo dietologi e nutrizionisti consigliare di accompagnare ad una dieta sana sempre un pò di esercizio fisico per mantenersi in forma, oppure, ancora, di non abbuffarsi la sera ma, al contrario, fare cene leggere e magari abbondanti colazioni. In genere la spiegazione che diamo a questi precetti è di tipo meccanicistico: “più lavoro, più consumo” e ci immaginiamo i nostri grassi che “si sciolgono” durante l’ora di ginnastica.

Obesità italiani (Google Immagini)

Bene, le cose non stanno proprio così,  almeno, non del tutto. Il nostro corpo, infatti, non è una macchina ma un organismo estremamente complesso le cui cellule cooperano, anche a notevole distanza, per lavorare in maniera integrata e sinergica, dando ognuna il proprio contributo per mantenere costantemente sotto controllo il nostro “ambiente interno” garantendone l’omeostasi. Tessuti anche molto lonatani tra loro possono, infatti, essere coordinati da delle vere e proprie “centraline biologiche”(spesso appartenenti al sistema nervoso centrale come, ad esempio, l’ ipofisi) che producono dei messaggeri cellulari con azione ad ampio raggio, ovvero i cui organi bersaglio  possono trovarsi a grande distanza dalla zona di rilascio. Queste molecole sono gli ormoni secreti dalle cellule endocrine che regolano in maniera finissima tutto ciò che accade nel nostro corpo.

Un ormone fondamentale che ha un ruolo chiave nel metabolismo delle sostanze assorbite dal cibo, in particolar modo dei carboidrati (che corrispondono alla maggior parte dei principi alimentari che comunemente consumiamo), è l‘insulina. Secreta dalle cellule BETA del Pancreas essa entra nel torrente circolatorio dove svolge un ruolo ipoglicemizzante, ovvero promuove l’internalizzazione del glucosio (il principale carboidrato semplice assorbito dalla digestione) da parte di tessuti insulina-sensibili: fondamentalmente muscolo e adipe. Questi tessuti hanno sulla propria membrana cellulare dei recettori specifici per l’insulina, cioè delle proteine di membrana che la legano in maniera specifica quando questa è presente in circolo.

Dopo un pasto la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) aumenta da una media di 90-100 mg/dl  a 130-150 mg/dl e stimola il pancreas (che funge da vero e proprio organo sensore) a produrre l’insulina. Questa è riversata nel torrente circolatorio, arriva ai tessuti bersaglio dove si lega ai propri recettori, e stimola le cellule che li esprimono sulla propria superficie. All’interno di queste cellule la trasduzione del segnale, rappresentato dall’interazione insulina-recettore, genera una serie di reazioni a cascata  che hanno come scopo finale quello di attivare un enzima specifico detto Protein Chinasi che fosforila (aggiunge un gruppo fosfato) un inibitore delle proteine RAB che,  libere, permettono l’esocitosi (fusione con la membrana cellulare esterna) di vescicole membranose già  pronte in cui sono pre-inseriti dei trasportatori per il glucosio chiamati GLUT4 (Glucose transporter number 4). Una volta sulla membrana cellulare, centinaia di migliaia di questi trasportatori esplicano la loro funzione internalizzando molto velocemente il glucosio in circolo e facendo comportare i tessuti adiposo e muscolare sui quali sono espressi da “tessuti sink” per il glucosio. Ovviamente, mentre nel tessuto muscolare il glucosio verrà utilizzato come fonte di energia da “bruciare” per produrre energia (ATP), in quello adiposo la maggior parte verrà convertito in grasso.

E qui mi ricollego alla mia premessa… come tutto questo può interessare la nostra dieta? Ebbene, nel muscolo esiste una Proteina Chinasi alternativa che non è attivata dalla via dell’insulina ma dal lavoro muscolare stesso che quindi aumenta l’internalizzazione di glucosio da parte del muscolo via traslocazione dei GLUT4. Dunque fare esercizio fisico, anche se modesto, non solo mobilita i lipidi già formati (“lavoro quindi brucio”) ma tende a dirottare il glucosio in maniera preferenziale verso il tessuto muscolare riducendone l’afflusso all’adiposo in maniera drastica, soprattutto quando l’insulinemia è medio-bassa e il GLUT4 stimolato dall’insulina è poco o assente, evitando così la produzione e l’accumulo dell’adipe. Di conseguenza anche una moderata attività fisica quotidiana e un modesto consumo di carboidrati prima di un lungo periodo di riposo (come la sera prima di andare a dormire) possono prevenire anche in modo in modo sostanziale l’aumento del grasso corporeo… ovviamente è necessaria un pò di costanza e soprattutto un’alimentazione bilanciata ricca di carboidrati e povera di grassi!

Fonti:

  1. Corso di Biochimica II della Prof.ssa P. Bruni dell’ Università degli Studi di Firenze
Questa voce è stata pubblicata in Biologia Molecolare, Dietologia e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...