Scoiattoli alla riscossa!

Gli scoiattoli sono da sempre animali amati da tutti poiché il loro aspetto grazioso e il loro comportamento amichevole (in special modo se li si richiama con qualche cibo prelibato) li rendono esseri simpatici e teneri. Ultimamente, di scoiattoli e, in particolare delle specie Sciurus vulgaris e Sciurus carolinensis sentiamo parlare a proposito dell’annoso problema delle specie autoctone (proprie di un determinato luogo) e alloctone (giunte in quel luogo in seguito a importazione ma originarie di un posto diverso). Cerchiamo quindi, in questo articolo,  di capire un po’ meglio il problema della conservazione di queste specie e il loro comportamento. 

Sciurus vulgaris è presente sia in Europa sia in Asia e, in Italia, è presente con 3 sottospecie diverse:

  • Sciurus vulgaris fuscoater (diffuso nelle regioni del Nord)
  • Sciurus vulgaris italicus (diffuso nelle regioni del Centro)
  • Sciurus vulgaris meridionalis (diffuso nelle regioni del Sud)

Solitamente, la specie vulgaris è di colore rosso vivo (da qui la definizione di scoiattolo rosso) ma può essere rinvenuto anche con colorazione tendente al grigio, marrone e, addirittura, al nero.

Sciurus vulgaris (Sirmione 2011 foto: L.Lazzeri)

La costante rimane il ventre bianco poiché anche i ciuffi auricolari crescono durante l’inverno per poi sparire del tutto in estate. La lunghezza testa-corpo, in mm, è compresa fra i 190 e i 220 mm mente la coda, da sola, può misurare dai 170 ai 200 mm; il peso è compreso fra i 270 e l 360 grammi ed è importante, soprattutto nei maschi, dove esso trova correlazione positiva con le dimensioni dell’home-range. Al contrario di quanto pensano molti, questi animali non vanno in letargo ma, la loro attività risulta essere maggiormente concentrata nelle ore diurne riducendosi via via che il sole comincia a calare allorché trovano rifugio in veri e propri nidi, di forma sferica, di 25-45 cm di diametro. Questi sono costruiti con rametti intrecciati e, generalmente, si trovano alla biforcazione dei rami mentre, l’interno, è foderato con muschio e corteccia in modo da coibentare il rifugio e renderlo il più possibile impermeabile all’acqua. Le dimensioni dell’home-range, il loro uso  e i comportamenti dei maschi e delle femmine nei boschi di conifere è stato studiato attraverso la radio-telemetria. In molti habitat i maschi detengono home range più grandi delle femmine anche se le dimensioni di queste zone variano stagionalmente aumentando in aprile-giugno (periodo di accoppiamenti) e decrescendo nel periodo invernale. Per le femmine, la grandezza dell’home -range è inversamente correlata con l’abbondanza del cibo e la densità di popolazione. Le femmine dominanti che si riproducono difendono la porzione di territorio che usano più intensamente (core-area) dall’accesso di altre femmine riproduttive mente le subordinate si dispongono ai margini dell’home-range delle femmine dominanti. Nelle foreste decidue gli scoiattoli hanno un home-range più grande che riescono a sfruttare anche in modo più efficace divenendo anche più tolleranti rispetto ai conspecifici che abitano le foreste di conifere.

I parti (dopo una gestazione di sei settimane) avvengono da marzo ad agosto e, mentre negli anni in cui il cibo è abbondante, le femmine possono avere due figliate l’anno, in condizioni di scarsità alimentare, la riproduzione può essere unica o anche assente. I piccoli sono allattati per 10-12 settimane, prima dello svezzamento che li rende indipendenti e dopo il quale possono allontanarsi dal territorio della madre anche di alcuni chilometri, alla ricerca di aree idonee per loro. Solo il 20-40% dei nati, però, sopravviverà nel loro primo anno di vita e, in questo computo, gioca un ruolo essenziale la presenza del già citato Sciurus  carolinensis che, essendo più prolifico e più abile nel reperimento del cibo toglie territori e fonti di nutrimento allo scoiattolo nostrano. Esso, infatti, svolge prevalentemente un’attività al suolo e, in questo modo, riesce ad accumulare più grasso rispetto allo scoiattolo comune che, essendo principalmente arboricolo, sarebbe osteggiato nei movimenti da un eccessivo aumento di peso. Questo rende lo scoiattolo rosso più vulnerabile negli anni scarsi di cibo durante l’inverno ed inoltre, è stato inoltre dimostrato che una riduzione del peso dovuta a carenze alimentari diminuisce la possibilità di riproduzione degli individui: le femmine, ad esempio, non vanno in estro se non raggiungono un peso minimo.

Lo scoiattolo grigio, proveniente dal Nord America, è già ampiamente diffuso in Gran Bretagna dove, infatti, la popolazione di Sciurus vulgaris ha subito una drastica riduzione. Ciò si è verificato anche per effetto di un virus (Parapoxvirusdi cui, lo scoiattolo grigio, essendo immune, pare essere vettore causando la morte dello scoiattolo comune.

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Il sistema sociale di Sciurus carolinensis  è stato ampiamente indagato. L’area usata dai maschi e dalle femmine si espande dopo lo svezzamento per poi stabilizzarsi e rimanere la medesima per posizione e dimensione per il resto della loro vita. Il territorio di un individuo stabilitosi in una data area è sovrapposto, in parte, ai territori di parecchi altri animali per cui, ogni soggetto è regolarmente in contatto con un certo numero di vicini che può riconoscere e con i quali ha stabilito relazioni affermate di dominanza. Il riconoscimento fra individui promuove bassi livelli di aggressività fra animali confinanti così da permettere che ogni scoiattolo usi uniformemente il suo intero territorio. Il comportamento aggressivo è orientato verso scoiattoli sconosciuti, giovani o immigrati, che tentano di entrare in questo sistema già consolidato. Quindi, gli individui che abitano stabilmente un territorio ostacolano lo stanziamento nel medesimo luogo di nuovi animali. I giovani scoiattoli presenti in una data località hanno una maggior probabilità di instaurarvisi rispetto a giovani scoiattoli ivi immigrati. 

La salvaguardia del “nostro” scoiattolo rosso dall’espansione di quello grigio è di fondamentale importanza per la conservazione della biodiversità e la sopravvivenza di determinati habitat. Infatti, Sciurus vulgaris, nutrendosi prevalentemente di semi, che di solito nasconde in buchette scavate nel terreno, favorisce il rinnovamento di molte specie arboree in quanto, una buona parte del bottino nascosto viene, con il tempo, dimenticato e quindi lasciato germogliare. Lo scoiattolo grigio ha una strategia di immagazzinamento dei semi e di consumo dei funghi abbastanza diversa dallo scoiattolo rosso, per questo la sostituzione della specie autoctona con la specie americana potrebbe avere effetti negativi sulla composizione e sul funzionamento dei boschi.

Attualmente lo scoiattolo grigio risulta presente, nel nostro Paese, con popolazioni naturalizzate, nelle regioni Piemonte e Liguria. Nella prima, Sciurus carolinensis, è presente dal 1948, nella seconda dal 1966. I danni legati alla sua presenza sono essenzialmente evidenziati dalla decorticazione degli alberi e dal prelievo di semi e frutta, ecco perché l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, già dal 1997, ha studiato un piano di eradicazione della specie dal territorio. Mentre in Gran Bretagna sono usate tecniche di trappolaggio e soppressione e/o somministrazione agli animali di anticoagulanti (che però, sottolineiamo, fanno morire gli organismi con atroci sofferenze!), nel progetto italiano, a seguito di confronti con associazioni animaliste, si è tentato di studiare metodi di contenimento efficaci ma non cruenti. Una possibile soluzione, anche se dispendiosa, pare essere la cattura e la sterilizzazione degli individui o, in alternativa la soppressione indolore.  Ulteriori metodiche sono ancora allo studio ma, per evitare il riproporsi di certe situazioni, ci sentiamo di ribadire il concetto per cui l’acquisto e, soprattutto, il successivo rilascio, di specie non autoctone di un dato territorio, oltre che, per certe specie, illegale, è un’azione deprecabile che mette a rischio interi ecosistemi.

Prima di comprare o liberare qualsiasi animale informatevi sempre bene sul suo luogo d’origine, sulle cure che comporta e sulla sua etologia!

Fonti:

  1. http://www.rossoscoiattolo.eu
  2. http://ospiti.cilea.it/vertebrati/doc/sciurus-progetto.htm
  3. Wauters, L., Dhondt, A., 1992: “Spacing behaviour of red squirrels, Sciurus vulgaris: variation between habitats and the sexes”. Anim. Behav., 43: 297-311. 
  4. Thompson, D. C., 1978: “The social system of the grey squirrel”. Behaviour, 64 (3-4): 305-328.
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2 risposte a Scoiattoli alla riscossa!

  1. Manuela Kiko ha detto:

    Mettono troppo allegria con quelle code a spazzola!

  2. Simonetta Marini ha detto:

    Nooo!!!!!!!!! Bello questo articolo!!!!!!!!!!!!!!!! Ci volevano proprio un pò di scoiattoli su questo sitooooO!!!!!!!! Forse però è un pò sfocatina la foto della creaturina in fuga…. Anch’io a Londra sono stata colpita dai grigiettini!

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