Integral House: il paradiso della musica

Posta alle pendici di un dirupo, sull’impronta di un’abitazione preesistente, l’Integral House, a Toronto (Canada), può essere definita come una macchia di originalità nel paesaggio canadese. Essa fu commissionata da James Stewart, matematico e violinista, agli architetti Shim e Sutcliff, lasciando loro completa libertà nella progettazione, l’unica restrizione riguardava la forma: doveva essere curvilinea. Situata nel cuore di Rosedale Drive Roxborough, sospesa sull’orlo di un burrone a strapiombo sulla valle del Don Brickworks, la casa offre tranquille meditative viste panoramiche sulla foresta circostante. E’ come un albero che affonda le proprie radici nel terreno.

Integral House03 (Google Immagini)

Il nome “Integral House”, deriva dalla forma a S del simbolo del calcolo integrale che conferisce all’abitazione una complessità sia all’esterno che nella suddivisione degli spazi interni: dove, una serie di balconate, che ospitano le zone pranzo e di conversazione, si affacciano su una grande sala sinusoidale a doppia altezza dedicata alle performance artistiche. Una vera e propria opera d’arte, per quel che riguarda l’interior design, è la scalinata che conduce alle camere da letto: una struttura site-specific progettata dall’artista Mimi Gellman, essa è illuminata dall’alto e realizzata in lastre di vetro, color blu cobalto, lavorate a mano e fissate con sostegni in bronzo agganciati a cavi d’acciaio.1 Il rivestimento esterno, a piano terra, è formato da pannelli orientabili in legno di quercia, mentre il livello superiore è composto prevalentemente da vetro da sembrare sospeso nel vuoto per chi guarda dall’esterno. La solidità del complesso è data sia dai tre elementi verticali in cemento, che attraversano l’abitazione, ma anche dai pilastrini in acciaio rivestiti in legno di quercia. Per quanto riguarda la sostenibilità, si può dire che essa rispetta tutti i requisiti: 23 sonde geotermiche poste sotto la strada di accesso provvedono al riscaldamento e raffrescamento2, inoltre anche le piante posizionate sulle coperture forniscono un ulteriore isolamento. Questo andamento curvilineo disorienta un po’ il visitatore ma, contemporaneamente, conferisce una particolare percezione dello spazio sia interno che esterno: all’interno della casa, le prospettive mutano continuamente donando un’atmosfera magica a questo piccolo angolo di piacere.

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Fonti:

  • 1-2 The Plan n°46 anno 2010
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3 risposte a Integral House: il paradiso della musica

  1. Mark Someson ha detto:

    mmmh, Claudia what thinks about this? :)

    • Claudia Ricci ha detto:

      Hello Mark, I think \Laura has chosen a very interesting project that integrates both sustainability criteria, the requirements of the client and the perfect blend with the surrounding nature. What do you think? Did you already know this project?
      See you soon!

  2. Manuela Kiko ha detto:

    :D bellissimo posto!

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