Insetti sociali: architetti eco-friendly! (Parte 2: formiche e termiti)

Continuiamo il  nostro viaggio alla scoperta dell’architettura degli insetti sociali, nel nostro precedente articolo abbiamo parlato di due grandi gruppi di imenotteri eusociali: vespe ed api mentre oggi, focalizziamo l’attenzione su formiche (imenotteri) e termiti (isotteri).

formica tessitrice (Google immagini)

Formica tessitrice cuce la foglia con la seta della larva (Google Immagini)

Le formiche sono gli insetti più comuni del pianeta, hanno varie organizzazioni sociali (si spazia dalle forme semplici a quelle complesse) e presentano specializzazioni alimentari vaste: alcune si cibano di collemboli, altre di uova di artropodi oppure di funghi e simbionti. Ma è soprattutto la cura nella costruzione dei loro nidi ad attrarre. L’inclinazione delle pareti dei coni di terra dei formicai, infatti, è “studiata” in modo da ricevere una maggiore quantità di raggi solari che, all’alba e al tramonto,  arrivano più obliqui sulla superficie terrestre: in questo modo il riscaldamento giornaliero è assicurato! In alcuni casi, poi, per ripararsi dalla pioggia, le formiche alzano l’ingresso del nido posizionando un monticello di terra che evita inondazioni interne. I metodi costruttivi più “originali”, però, appartengono alle formiche tessitrici (genere Oecofilla) e a quelle coltivatrici di funghi (di cui i generi Atta e Acromyrmex sono i più importanti). Le prime nidificano sugli alberi impiegando le foglie vive come riparo che “cuciono” grazie alla seta prodotta dalle larve, utilizzate, quindi, come veri e propri aghi. Le seconde, invece, coltivano funghi per allevare le larve e ricavare cibo. Esse preparano una lettiera di materiale proveniente da piante verdi (come steli e foglie) che, masticato e ridotto in piccoli pezzi, risulta ideale per far crescere i funghi.  Questi ultimi producono ife che servono agli insetti come cibo e, quando una regina si allontana per fondare una nuova colonia, preleva delle ife che trasporta in sacche boccali e che userà per allevare la nuova prole. L’allontanamento degli altri microrganismi (che condizionerebbero lo sviluppo del fungo) dalla lettiera avviene attraverso la defecazione di parti non digerite del fungo stesso oltre che con la produzione di un secreto della ghiandola metapleurale.

Sicuramente, però, le costruzioni più curate e meno conosciute dal grande pubblico sono quelle delle termiti (Ordine: Isoptera). Per esempio gli individui della specie Amitermes meridionalis (specie australiana) conosciuti anche come termiti bussola, costruiscono i loro termitai a forma di lama, orientando il lato stretto della struttura lungo la direzione Nord-Sud e quello largo verso Est-Ovest. Così facendo, esse hanno una perfetta termoregolazione del nido infatti: il lato stretto è esposto ai caldissimi raggi solari caratteristici delle ore centrali del giorno mentre, quello ampio, è esposto ai raggi del Sole di mattina e di sera, quando, cioè, l’irraggiamento è inferiore.

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Per ripararsi dalla pioggia, i termitai delle aree pluviali, vengono costruiti con forma ad ombrello o a fungo, favorendo lo sgocciolamento dell’acqua. La cosa più affascinante nelle architetture degli insetti sociali rimane, però, a mio avviso, la perfetta coordinazione dei vari individui. Questa è stata raggiunta attraverso l’auto-organizzazione dei singoli individui che è ben rappresentata proprio dal caso delle termiti. Queste, per costruire la complessa rete di gallerie e colonne, inizialmente, depongono il materiale in modo casuale e, soltanto in un secondo momento passano ad una fase di coordinazione: alzano colonne in determinati punti e scavano in certi altri. Questo comportamento si verificherebbe come risposta delle operaie alla presenza di un particolare feromone rilasciato e “impastato” con il materiale da costruzione. Là dove si ha una maggiore quantità di materiale, dunque, si verifica anche una maggiore concentrazione di feromone che richiama più operaie alla costruzione. Mentre la formazione di gallerie si avrebbe per la presenza di flussi d’aria che allontanerebbero il feromone di richiamo, addensandolo in certi siti e, quindi, inducendo gli individui ad innalzare colonne in determinati punti e a non intervenire in altri.

Un meccanismo analogo è stato proposto per la costruzione di nidi complessi da parte delle vespe. Senz’altro, attraverso questi esempio possiamo comprendere la grandezza della Natura e il fascino degli insetti: creature troppo spesso ignorate o disprezzate.

Fonti:

  • E. Coco, 2008: “Il comportamento degli animali“. Casa Editrice: Giunti
  • Dispense Prof. S. Turillazzi (Università degli Studi di Firenze)
  • Theraulaz G., Bonabeau E., Deneubourg J.L., 1998: “The origin of nest complexity in social insect“. John Wiley & Sons, Inc., Vol. 3, No. 6.
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5 risposte a Insetti sociali: architetti eco-friendly! (Parte 2: formiche e termiti)

  1. Simonetta Marini ha detto:

    Concordo, voglio anche io la terza parte… XD

  2. Manuela Kiko ha detto:

    Splendido come la parte 1. Possiamo sperare in una parte 3°? Ma per caso hai fatto studi su queste cose? mi sembri molto informata!

    • Maria Cipollini ha detto:

      Sicuramente altri articoli sugli insetti ci saranno :) non so ancora se sempre sulla loro architettura o sulla comunicazione ma di certo saranno ancora protagonisti! Ho fatto la tesi triennale sulle vespe e sto ultimando quella magistrale sulle api, in entrambi i casi sono stati studi sulla comunicazione chimica e la percezione in questi due gruppi di imenotteri. Ho anche seguito corsi di entomologia sia generale sia speciale durante gli anni di università, Firenze è specializzata soprattutto nello studio di vespe e api.

    • Manuela Kiko ha detto:

      Aaah, ora si spiega, mi parevi un pò troppo informata! :) Apparte le giocate, se ci sarà la terza parte io la leggerò sicuramente e anche volentieri! :)

  3. Matteo ha detto:

    l’aspettavo. Graçias.

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