Il prato verticale per conoscere le arti primitive

La prima cosa che viene in mente guardando la  grandiosa parete verde del Museo di Quai Branly, progettato da Jean Nouvel, non è forse il richiamo alle civiltà primitive? L’effetto che questo muro maestoso vuole dare, è quello della perfetta e totale fusione con la natura, accentuata anche dal paesaggio esterno ricco di alberi, colline artificiali, specchi d’acqua, che accompagnano il visitatore fino all’ entrata del complesso.

Museo Du Quai Branly04 (Google Immagini)

La parete, progettata dal botanico Patrick Blanc, ospita 15.000 piante di 150 specie diverse provenienti da Giappone, Cina, Europa centrale e Stati Uniti; esse contribuiscono alla sostenibilità dell’edificio assieme ai pannelli fotovoltaici posti come rivestimento delle pareti verticali e sui tetti, ed alle sonde geotermiche poste nel sottosuolo,che sfruttano l’inerzia termica del terreno per risparmiare energia per la climatizzazione.

L’interno è sempre immerso nella sua inquietante penombra. Estetica primitivista e atmosfera da savana: una scenografia concepita ancora prima del museo. Il manto di scampoli di cuoio, che delimita i percorsi e che ricopre la maggior parte degli schermi e delle «scatole» espositive, è come nuovo; si respira un’aria magica e sacra: pochi e tenui raggi di sole riescono a filtrare attraverso i frangisole in legno illuminando gli oggetti tipici dei diversi continenti del mondo.

Una sensazione molto forte che si percepisce all’interno del museo, è quella di smarrimento, data non solo dai percorsi, rampe che si articolano su livelli diversi, ma anche dai grandi parallelepipedi che si affacciano, con uno sbalzo importante, sulla Senna e che celano, al proprio interno, dei percorsi ciechi destinati solo ad ospitare le varie esposizioni permanenti.

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Fonti:

  1. http://www.architetturaecosostenibile.it;
  2. http://www.parigi.com;  
  3. http://sullestradedelmondo.blogspot.it.
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Una risposta a Il prato verticale per conoscere le arti primitive

  1. Mark Someson ha detto:

    Ullallà! The great Jean Nouvel! Tres bien!

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