Gli abitanti dell’atmosfera

Fino a qualche decennio fa si pensava che l’atmosfera fosse un serbatoio di aria inerte , in realtà un fiume di polveri, microrganismi e composti chimici tossici scorre incessantemente attraverso l’atmosfera terrestre. Si stima che l’atmosfera sia abitata da circa 1022 microrganismi, che si muovono attorno al pianeta ogni anno; abbastanza da formare un ponte ininterrotto di microbi tra la Terra e Giove.(1)

Louis Pasteur dimostrò la presenza di batteri e spore in campioni d’aria prelevati in montagna, e notò come la loro concentrazione variasse da un luogo all’altro. Studi dettagliati di questa variabilità atmosferica furono condotti dallo scienziato francese Pierre Miquel nella Parigi di fine secolo. Egli prelevò campioni d’aria nel centro di Parigi e in un parco a cinque chilometri di distanza dal centro. Trovò una maggiore quantità di batteri e funghi nell’aria del centro cittadino, e riscontrò anche variazioni stagionali: in entrambi i siti di rilevamento la quantità di microbi era maggiore in estate. Egli ripartì anche i batteri in gruppi, sulla base della morfologia: Micrococcus , Bacillus  e Vibrio.

I microrganismi, insieme a particelle microscopiche di origine biologica, possono essere trasportati nell’atmosfera fino ad alte quote e per grandi distanze. Non deve sorprendere che i microrganismi siano in grado di tollerare gli stress associati al trasporto a lungo raggio nell’atmosfera terrestre dal momento che i microrganismi sono fra gli organismi più tolleranti e capaci di adattamento del pianeta.(2)

Tempesta di sabbia vista dal satellite (Google Immagini)

Attualmente è molto studiato l’effetto che i batteri e i funghi veicolati dai moti d’aria hanno sugli ecosistemi terrestri; si è scoperto che le immense tempeste di sabbia del Sahara trasportano fino ai Caraibi batteri patogeni, che causano nei coralli aspergillosi e morte bianca. L’aria trasporta anche batteri e funghi patogeni per l’uomo, causanti malattie come la coccidiomicosi, e per le derrate agricole (es. patate, lenticchie grano e canna da zucchero).(1)

Quali sono le implicazioni di questo fenomeno di scala planetaria? Quali microrganismi possono sopravvivere a un trasporto atmosferico a lungo raggio? È possibile che patogeni trasportati dalle polveri possano dar luogo a sporadiche esplosioni di alcune malattie? Questi microrganismi sono in grado di competere con successo con le comunità microbiche indigene e trovare un nuovo habitat? È possibile che sostanze chimiche dannose trasportate per migliaia di chilometri abbiano un impatto sulla salute degli ecosistemi? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo, ma alle quali ancora non c’è risposta certa.(2)

Fonti:

  1. Focus n. 237, mensile luglio 2012, pag 56-64;
  2. American Scientist, vol. 90 n. 3, maggio-giugno 2002, The Global Transport of Dust.

Informazioni su Laura Mencarelli

biologa di classe A nata il 29-09-87 ad Arezzo
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