Le strategie delle formiche contro i funghi patogeni

Invece di evitare i membri della colonia infettati da spore fungine, le altre formiche li “leccano” per rimuovere l’agente patogeno dal loro corpo: l’infezione si diffonde, ma ad un livello abbastanza basso da stimolare la risposta immunitaria dell’organismo dei membri della popolazione. La scoperta ha sorpreso poiché negli invertebrati mancano i meccanismi molecolari dei vertebrati ritenuti necessari per l’immunizzazione; tuttavia, sempre più ricerche dimostrano l’esistenza di forme alternative di memoria immunitaria negli invertebrati.

Formiche che “leccano” le spore fungine (in rosso) di un membro della colonia infetto (www.lescienze.it)

Le grandi colonie di formiche possono essere paragonate a megalopoli affollate, e proprio come queste sono esposte ad un elevato rischio di epidemie. Per tenerle sotto controllo ed evitare la catastrofe le formiche hanno elaborato una strategia sociale paragonabile alle nostre campagne di vaccinazione che si fonda su comportamenti destinati a stimolare la risposta immunitaria dell’organismo dei membri della popolazione esposta.
A scoprirlo è stato uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto austriaco di scienza e tecnologia a Klosterneuburg, dell’Istituto di bioinformatica dell’Helmholtz Center di Monaco di Baviera e dell’Università di Regensburg.
Lo studio evidenzia che le formiche non evitano i membri della colonia malati, ma li leccano per rimuovere l’agente patogeno dal corpo. Questo comportamento di “grooming” sociale aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza degli individui esposti, ma mette a rischio di contrarre la malattia le formiche che le accudiscono.

Nell’immagine sovrastante si notano formiche operaie sane che rimuovono, “leccandole via”, le spore del fungo patogeno Metarhizium anisopliae da un individuo infettato (in rosso). I ricercatori hanno applicato spore fungine di Metarhizium anisopliae marcate con una sostanza fluorescente ad alcune formiche della specie Lasius neglectus, permettendo poi loro di rientrare nella colonia ed interagire con i membri sani. In questo modo i ricercatori hanno potuto osservare che le spore si diffondevano in tutta la colonia, ma che in questo modo il trasferimento delle spore avveniva a livelli molto bassi, tali da causare solo microinfezioni subletali ai membri della colonia precedentemente sani.
I ricercatori sono riusciti a dimostrare che questo basso livello di infezione induce l’espressione di uno specifico gruppo di geni del sistema immunitario, il quale determina a sua volta  un aumento della capacità delle formiche di combattere l’agente patogeno fungino.

 Fonti:

  1.  http://www.lescienze.it/

Informazioni su Laura Mencarelli

biologa di classe A nata il 29-09-87 ad Arezzo
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