Il microbiota ombelicale

La varietà di batteri, o microbiota, che vivono normalmente sulla nostra pelle ci aiutano a proteggerci dalle infezioni. Il corpo umano contiene migliaia di miliardi di microrganismi che superano nel numero le cellule umane; la composizione di queste comunità di microrganismi è sorprendentemente varia ed abbondante. I microrganismi possono variare notevolmente, non solo da persona a persona, ma anche da sito a sito su un singolo individuo. Le differenze etniche e di razza contribuiscono a questa varietà ma, rilevano i ricercatori, è interessante notare che nonostante le differenze nei microrganismi, i batteri nel complesso eseguono analoghe mansioni metaboliche. (1)

Campioni di batteri dell'ombelico: Bacillus subtilis (a sinistra) e Staphylococcus epidermidis (www.nationalgeographic.it)

Campioni di batteri dell’ombelico: Bacillus subtilis (a sinistra) e Staphylococcus epidermidis (www.nationalgeographic.it)

La pelle è l’organo più esteso del nostro organismo. Su questo organo che ci ricopre totalmente abitano una miriade di microrganismi e batteri che ovviamente a occhio nudo non vediamo. Tuttavia, è indubbio che la vita pullula sulla nostra pelle, benché non ce ne rendiamo conto e ci laviamo ogni giorno, pensando che in questo modo i batteri se ne vadano. (2)

Secondo uno studio condotto dalla North Carolina State University il nostro ombelico è sede di circa 1440 ceppi batterici diversi, tanto da considerare questa parte del corpo umano come una foresta pluviale, ecosistema di una miriade di microbi appartenenti a varie specie.

Tutto è iniziato circa due anni fa, da un “gioco di laboratorio” di un laureando che voleva campionare i batteri presenti negli ombelichi dei colleghi per creare un’originale cartolina natalizia. L’idea ha colpito il team della North Carolina State University, che all’inizio del 2011,  ha  distribuito dei tamponi a 60 volontari tra gli incuriositi  visitatori della conferenza di comunicazione della scienza ScienceOnline e del North Carolina Museum of Natural Sciences. Una volta in laboratorio gli scienziati hanno esaminato la composizione genetica del bottino raccolto.

Inizia così il progetto Belly Button Biodiversity, che ha permesso di valutare la quantità di specie batteriche presenti nell’ombelico umano, di cui alcune sconosciute. Tra le pieghe dell’ombelico i ricercatori della North Carolina State University hanno trovato 1400 diversi ceppi di batteri, l’80% dei quali rappresentato da specie batteriche innocue generalmente presenti sulla pelle, mentre altri 662 ceppi sono tuttora sconosciuti. Tra le specie sconosciute, una era stata in precedenza individuata solamente nei fondali oceanici, un’altra soltanto nel terreno cinese. L’abbondanza e la diversità di microrganismi in questa regione si potrebbero spiegare con il fatto che la sua conformazione la rende meno facilmente raggiungibile rispetto ad altre zone dell’epidermide. (3)

Fonti:

1. http://www.repubblica.it/scienze/2012/06/15/news/microzoo_corpo_umano-37180273/

2. http://www.lastampa.it/2012/07/28/scienza/benessere/medicina/gli-animaletti-sulla-nostra-pelle-ci-proteggono-dalle-infezioni-FPEa6mjb92sncM5sG0EmpJ/pagina.html

3.http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/11/14/news/c_tutto_un_mondo_nel_nostro_ombelico-1367146/

Informazioni su Laura Mencarelli

biologa di classe A nata il 29-09-87 ad Arezzo
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Una risposta a Il microbiota ombelicale

  1. Antonio Schettini ha detto:

    BELL’ARTICOLO, COMPLIMENTI!!

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