Le fasi di sviluppo comportamentale del gatto

Dopo aver analizzato le fasi di sviluppo del cane, passiamo ad un’altra specie: il gatto. Anche in questo caso  sono state riconosciute 5 principali fasi; queste non sono nettamente divise tra loro e la loro durata e transizione può variare da razza a razza e da individuo ad individuo. Tuttavia è possibile schematizzarle.

1. PERIODO PRENATALE: si identifica con la gestazione (che dura circa 2 mesi), quindi il periodo in cui il cucciolo è nel ventre materno, fino alla nascita. Alcuni studi hanno dimostrato che i feti sviluppano una certa sensibilità tattile a partire dal 24° giorno di gestazione. Inoltre dal 40° giorno si sviluppa la competenza gustativa. Quindi, in qualche modo, il mondo esterno può entrare nel ventre di mamma gatta e i piccoli possono rispondere a stimoli esterni.

1.Periodo prenatale (Google immagini)

1.Periodo prenatale (Google immagini)

2. PERIODO NEONATALE: va dalla nascita ai 9 giorni circa. I piccoli nascono con gli occhi chiusi e il sistema uditivo poco sviluppato.  Non riescono a termoregolare bene, per questo devono stare vicini alla madre e vicini tra loro. L’attività prevalente del cucciolo è il sonno, che occupa quasi il 90% della giornata. Nasce il legame di attaccamento madre-gattino, che però in questa fase non è reciproco: è la madre che si attacca ai gattini e li riconosce come propri. La chiamata più frequentemente espressa dai gattini è una sorta di pianto chiamato “Type A Call”, associato a distress. Le interazioni vocali della madre verso i piccoli si esprimono attraverso il “Brrp”, spesso accompagnate dalle fusa.

2.Periodo neonatale (Google immagini)

2.Periodo neonatale (Google immagini)

3. PERIODO DI TRANSIZIONE: comincia con l’apertura degli occhi e si conclude con la comparsa del riflesso di orientamento uditivo (intorno al 16° giorno di vita) e visivo (tra il 15° e il 21° giorno di vita). In questa fase il cucciolo può cominciare ad assaggiare cibo più solido, oltre al latte.  Comincia a reggersi sulle zampe e a camminare in modo sempre più sciolto. Il legame di attaccamento tra madre e gattino diventa reciproco: mamma gatta è la “base sicura” per il piccolo, cioè la fonte di conforto e la base da cui partire – e tornare – per esplorare il mondo.

3.Periodo di transizione (Google immagini)

3.Periodo di transizione (Google immagini)

4. PERIODO DI SOCIALIZZAZIONE (2°/3° settimana-9 settimane): il cucciolo impara a riconoscere i propri simili (socializzazione intraspecifica o primaria) e l’uomo e gli altri animali (socializzazione interspecifica o secondaria). In questa fase è fondamentale arricchire l’ambiente di vita del gattino con oggetti e persone (sempre in modo graduale, piacevole e non troppo invasivo) in modo che prenda confidenza con ciò che lo circonda. Giocando con i fratelli e la madre impara a controllare il morso e ad utilizzare i comportamenti tipici della specie, come ad esempio le corrette sequenze predatorie. Ricordiamo che, se da una parte è bene far socializzare i piccoli con persone ed altri animali, dall’altra è necessario che i cuccioli rimangano con la madre e i fratelli almeno fino al compimento dei due mesi di età. Così permettiamo loro di crescere e formarsi come “gatti” in modo corretto, in un contesto positivo e rilassato, dato dalla presenza della mamma e dei fratelli. Alla 4° settimana inizia il processo di svezzamento (la madre si sottrae alla poppata) e si conclude verso la 7° settimana. Il riflesso di raddrizzamento in aria comincia a comparire verso la 4° settimana di vita e all’età di 6 settimane raggiunge il livello di efficienza che normalmente si osserva negli adulti.

4.Periodo di socializzazione (Google immagini)

4.Periodo di socializzazione (Google immagini)

5. PERIODO GIOVANILE/PUBERTARIO (fino ai 6 mesi circa, ma con grandi variazioni tra i 4 e i 18 mesi a seconda della razza e dell’individuo): tutti i sensi sono completamente sviluppati. Questo è un periodo di “metamorfosi”: avvengono evidenti cambiamenti fisici e comportamentali;  il gatto progressivamente diventa autonomo rispetto ai conspecifici; nel maschio compaiono esplorazione a lunga distanza, marcatura urinaria, combattimenti tra maschi. Nella femmina la pubertà compare con il primo calore (circa 6 mesi, con grandi variazioni da 3 a 12 mesi).

Come si può osservare, molte considerazioni fatte per il cane valgono anche per il gatto, ma bisogna sempre tenere presente che le due specie sono diverse per caratteristiche, comportamento e bisogni. In generale, comunque, anche per il gatto sono di fondamentale importanza la socializzazione primaria e secondaria e la possibilità di rimanere con madre e fratelli almeno fino alle 8 settimane, in modo da avere uno sviluppo equilibrato e completo. Tuttavia, in caso di domande o dubbi relativi allo sviluppo del proprio gattino, il proprietario può rivolgersi agli esperti di comportamento animale.

5.Periodo giovanile (Google immagini)

5.Periodo giovanile (Google immagini)

Fonti:

  1. Lezioni di etologia del gatto, Master in Etologia degli animali d’affezione, Dott.ssa G. Guardini, 2012.
  2. Bateson P.,  2000. Behavioural development in the cat. In: The Domestic Cat: The Biology of Its Behaviour, D. C. Turner & P. Bateson eds. Cambridge University Press, pp. 9-22.

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